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"Le musiche per Paolo Marciante" di Ezio Noto (Lu Pressèpiu di Cataviddotta) Quando Paolo mi propose questa cosa: commentare musicalmente per la presentazione, alcune parti della sua opera letteraria e lessi l’embrione/bozza, immediatamente gli dissi che questo lavoro si prestava per una lettura musicale semplice, alternativa e sperimentale. I versi di Paolo già evocano di per se la loro musica, sobria, ironica, stridula, antica vista con occhi moderni, fatta di elementi naturali, di voci e suoni della natura. Il poeta guarda il mondo con gli occhi del bambino e fa rivivere, parole, luoghi, rumori, giochi, antiche figure e antichi soprannomi (ngiurie). Un mondo incantato, fiabesco, quasi dimenticato che da voce al popolo, alla gente comune e dove si sente già una musica sottintesa. L’opera è una voragine di ricordi, di ricerca minuziosa, costruita sapientemente con passione e amore per Caltabellotta, la sua storia è raccontata dalla gente semplice. I personaggi si sdoppiano inevitabilmente perché i soprannomi ricordano azioni e si integrano nel racconto ma contemporaneamente richiamano alla memoria le persone vere, realmente esistite e quindi assumono aspetti comici e tragici. Il lavoro è stimolante per me e l’approccio molto positivo avendo incontrato il gradimento e l’entusiasmo dell’autore per questa soluzione sonora. La volontà è quella di non utilizzare strumenti musicali convenzionali ma di evocare un mondo scomparso ed il ricordo di esso attraverso l’ausilio di strumenti rudimentali, artigianali, giocattolo, carillon, campanelli, campane per animali, sonagli vari (ciancianelle), lamiere, traccole, bastoni di legno e della pioggia. Strumenti giocattolo, semplici, auto-costruiti quali: sax baloon e musumu. I suoni primordiali che si calano dentro il linguaggio e le parole, senza togliere, ma per dare ed evidenziare all’udito quello che già l’opera di Paolo evoca alla memoria. Delicatamente i suoni del tempo dei “non strumenti musicali” viaggeranno parallelamente al percorso narrativo non invadendo il mondo magico di “lu Pressèpiu di Cataviddotta” ma cercando di rendere vive, udibili e presenti nel racconto, le evocazioni che lo stesso richiama. La scommessa mette nel conto il desiderio di segnalare emotivamente i passi dell’opera al di la delle parole e delle immagini stesse. Per l’occasione sarò aiutato da Antonio Imbergamo (batterista e percussionista della Daniele Treves Band) musicista, sperimentatore con le antenne lunghe che si tufferà con sapienza e delicatezza nel progetto. Penso che il lavoro di Paolo Marciante, poetico, suggestivo, educativo, sensibile, popolare e colto, rappresenti un punto di riferimento per le nuove generazioni che vogliono conoscere la nostra tradizione popolare e per tutti gli altri un meraviglioso tuffo nei ricordi. Mi sono immerso in questo lavoro giocando con gli strumenti improvvisati e i loro suoni e vi assicuro che è un divertimento per me sviscerare come un bimbo le possibilità sonore e timbriche dei suoni. Sarà un meraviglioso gioco commentare i versi di Paolo Marciante nella prima presentazione di sabato 22 gennaio 2011 alle 17,30 nell’aula magna dell’Istituto comprensivo di Caltabellotta e non escludo la possibilità di poter giocare con tutti i presenti. |